Niente accise mobili, il gasolio costa 6 centesimi in più. Il governo spiazzato riapre il dossier del taglio
Lo sconto fisso di 6,1 centesimi al litro sulle accise del gasolio è scaduto alla mezzanotte del 6 ottobre. Le accise mobili non sono entrate in funzione perché il decreto interministeriale Mase-Mef non è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Per la prima volta da marzo non c'è alcun taglio fiscale sui carburanti. Un pieno da 50 litri costa circa 3 euro in più. Il ministero delle Imprese rilevava il gasolio self a 2,244 euro al litro. Eni ha alzato il proprio tetto sul gasolio da 2,19 a 2,25 euro e lasciato quello sulla benzina a 1,99; IP, Q8 e Tamoil dovrebbero seguire. La Repubblica scrive che il taglio torna sul tavolo del governo; il viceministro Leo dice «ci stiamo lavorando».
Il gasolio muove le merci: un aumento di 6 centesimi pesa su autotrasporto, trasporto pubblico e prezzi al consumo. La vicenda mostra anche che le accise mobili, presentate come paracadute, dipendono da un decreto che non c'è.
Se guidate un diesel, mettete in conto 3 euro in più a pieno. Confrontate i distributori: con il tetto Eni a 2,25 euro alcune pompe resteranno sotto la media nazionale.
Lo sconto non poteva durare all'infinito con i conti pubblici sotto pressione; le accise mobili sono uno strumento più mirato, se applicate.
Lasciare scadere lo sconto senza il decreto pronto è un errore di gestione che pagano famiglie e imprese, in un momento di prezzi alti.
Il segnale da guardare è la Gazzetta Ufficiale dei prossimi giorni: se il decreto esce, lo sconto torna, ma variabile. Poi guardate il prezzo medio del self a fine settimana: se resta sopra 2,24 euro, l'effetto sui prezzi di trasporti e spesa arriverà entro novembre.
DailyDrop Edizione Italia N. 2 · Edizione del mattino · mar 6 ott 2026