Golfo: gli Houthi colpiscono Riad, l'Iran minaccia Hormuz. Trump: nessun attacco prima del voto
Gli Houthi hanno rivendicato un nuovo attacco all'aeroporto di Riad, con fumo visibile su un aereo (AP, Reuters). Lufthansa e compagnie indiane hanno sospeso i voli verso la capitale saudita. Turchia e Siria valutano forme di sostegno a Riad, e Ankara esclude un ruolo offensivo (Reuters). L'Iran minaccia di bloccare altre rotte nello Stretto di Hormuz e Reuters segnala maggior rischio per le petroliere; gli Stati Uniti hanno colpito con sanzioni la flotta ombra iraniana. Trump ha detto che non attaccherà l'Iran prima delle elezioni di novembre. Crosetto: per l'Italia solo un rischieramento, non una nuova missione.
Hormuz e i terminali sauditi sono nodi del petrolio mondiale. Ogni attacco sposta il Brent, e il Brent sposta inflazione, tassi e mercati, come si è visto giovedì.
Il petrolio più caro arriva presto su benzina e bollette. Chi deve volare verso Riad troverà voli sospesi; il ministero degli Esteri pubblica avvisi aggiornati sulla Farnesina.
Lo stop di Trump agli attacchi riduce il rischio di una escalation diretta e dà spazio ai canali diplomatici, che Teheran dice di non voler lasciare.
Una pausa dichiarata fino al voto non ferma gli Houthi né le minacce su Hormuz: il rischio per le rotte resta intatto.
Una promessa legata al calendario elettorale non è una linea rossa. Contano i fatti: quanti voli riprendono su Riad, quante petroliere attraversano Hormuz e dove chiude il Brent. Il piano del Pentagono resta una voce di una sola testata finché non arriva una seconda fonte.
DailyDrop Edizione Italia N. 5 · Edizione del mattino · ven 9 ott 2026