Wall Street in calo: i conti di OpenAI pesano sui tecnologici, il Treasury a 10 anni resta al 5,23%
Giovedì 8 ottobre lo S&P 500 ha chiuso a 7.765,36 punti (−0,47%), il Nasdaq a 27.193,34 (−1,25%) e il Dow Jones a 51.231,64 (+0,10%). Reuters ha parlato di rendimenti e petrolio in rialzo che riaccendono i timori sull'inflazione; Bloomberg ha collegato il calo dei produttori di chip ai ricavi di OpenAI, che per il Financial Times sarebbero circa 20 miliardi sotto le indicazioni precedenti. Il decennale Usa ha chiuso al 5,231% (−4,6 punti base) dopo un'asta a 30 anni con domanda solida. Il Wti è salito del 3,6% a circa 91,5 dollari, l'oro dello 0,2% a circa 4.157. In Europa Milano ha perso l'1,35% e Francoforte l'1,2%.
L'intelligenza artificiale è diventata il motore dei listini americani. Se il suo cliente più grande cresce meno del previsto, si rimettono in discussione sia le valutazioni sia i debiti presi per costruire i data center, proprio mentre rendimenti alti e Fed più dura rendono il denaro più caro.
I rendimenti americani guidano il costo del denaro nel mondo: un decennale sopra il 5% tende a spingere verso l'alto anche i tassi dei mutui e il rendimento dei Btp. Se avete fondi o Etf legati ai tecnologici americani, la volatilità di giovedì vi riguarda.
Una correzione dopo una lunga corsa è sana: i mercati stanno distinguendo tra chi guadagna davvero con l'intelligenza artificiale e chi no.
Se i ricavi dell'IA deludono mentre i tassi salgono, il rischio non è una seduta storta ma una rivalutazione più profonda dei listini.
Due numeri decidono la settimana: il decennale Usa e i ricavi di OpenAI. Il primo si legge in tempo reale; il secondo oggi poggia su una sola fonte, il Financial Times, e finché l'azienda non risponde va trattato come non confermato. Se il decennale resta sopra il 5% mentre il petrolio sale, l'Europa dovrà reggere senza l'aiuto dei tecnologici.
DailyDrop Edizione Italia N. 5 · Edizione del mattino · ven 9 ott 2026