Messina (Intesa Sanpaolo) sulla manovra: «Non c'è solo un settore che deve pagare», dalle banche 25 miliardi di imposte su 50 miliardi di utili
Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, è intervenuto martedì 20 ottobre al forum Coldiretti sul contributo chiesto alle banche per la manovra (ANSA, La Stampa). Ha detto che «non c'è solo un settore che deve pagare» e che lo Stato incassa 25 miliardi di imposte a fronte di 50 miliardi di utili bancari. Ha ricordato un accordo triennale volontario con il governo, per cui «io ci ho creduto» (ANSA). Il vicepremier Antonio Tajani ha chiesto che il contributo arrivi da tutto il mondo finanziario, anche dalla Cdp (ANSA). Affaritaliani riporta che Messina ha sollevato dubbi di costituzionalità se si colpisce una sola categoria. Il Documento programmatico di bilancio prevede circa 5 miliardi dal settore finanziario.
La manovra deve trovare risorse e il governo guarda ai settori con utili alti: le banche rivendicano le tasse già pagate e un accordo precedente. Chi paga cambia credito, dividendi e rapporti con il Tesoro.
Per chi ha mutui o conti, un contributo delle banche può avere effetti indiretti su costi e commissioni, ma non è automatico. Per i risparmiatori che possiedono azioni bancarie contano dividendi e quotazioni.
Per Messina colpire solo le banche è ingiusto: sul tavolo c'è un accordo triennale e le banche versano già 25 miliardi di imposte (ANSA, La Stampa).
Per Tajani il contributo deve venire da tutto il mondo finanziario, Cdp compresa, senza una tassa sugli extraprofitti (ANSA).
Confermato: le dichiarazioni di Messina e di Tajani, secondo ANSA e La Stampa. Non confermato: il meccanismo del contributo e la sua cifra finale, perché Tajani risponde che «si sta lavorando». Da seguire: il testo della manovra e le prossime mosse dell'Abi.
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