Meloni e Giorgetti: energia cara, crescita debole e manovra da definire
Lunedì la premier Giorgia Meloni ha detto all'assemblea di Assolombarda, a Milano, che sull'energia «servono risposte strutturali e di lungo periodo» e che per il 2026 un Pil in crescita dell'1% è incoraggiante ma ancora debole (ANSA, Corriere della Sera). Ha anche attaccato le quote Ue di emissione (Ets). Con il cancelliere tedesco Merz e il premier belga De Wever ha scritto al presidente del Consiglio europeo Costa chiedendo una corsia preferenziale per gli investimenti sull'energia (ANSA, Il Sole 24 ORE). Nelle audizioni sul Documento programmatico di finanza pubblica il ministro dell'Economia Giorgetti ha detto che la manovra sarà definita dopo la chiusura della procedura Ue sulla clausola di salvaguardia (ANSA); la Corte dei conti vede rischi significativi, la Banca d'Italia una tenuta superiore alle attese, l'Istat chiede di monitorare i rincari dell'energia su Pil e famiglie.
Il prezzo dell'energia pesa su imprese e bollette, mentre i margini della legge di bilancio dipendono dai conti pubblici e dal giudizio di Bruxelles.
Per le famiglie contano le bollette e l'inflazione: l'Istat avverte che il recupero delle retribuzioni si è fermato (Il Fatto Quotidiano). Per le imprese, la richiesta di cambiare le regole sulle emissioni.
Chi sostiene il Governo vede nella richiesta di cambiare le regole Ue un modo per difendere l'industria.
I critici ricordano che la manovra non è ancora scritta e che i rischi sul debito segnalati da Corte dei conti e Upb restano.
Le dichiarazioni sono di parte e i numeri della manovra non ci sono ancora. Da seguire: la chiusura della procedura Ue e il vertice dei leader europei sull'energia.
DailyDrop Edizione Italia N. 9 · Edizione del mattino · mar 13 ott 2026