Lunedì 12 ottobre Matteo Salvini si è dimesso da segretario della Lega all'inizio del Consiglio federale di via Bellerio, a Milano (ANSA, Tgcom24, la Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Sky TG24, Quotidiano Nazionale). Il motivo dichiarato è regolamentare: per candidarsi al congresso straordinario del 24 e 25 ottobre deve prima lasciare la carica. La Repubblica scrive che la mossa è stata caldeggiata da Calderoli. Ha chiesto di azzerare i vicesegretari; il tesoriere Alberto Di Rubba guida il partito fino al congresso (reggente per Tgcom24, commissario per l'ANSA). Ha annunciato una segreteria politica e un aggiornamento del simbolo.
La Lega è un partito di governo e Salvini la guida da oltre un decennio. Un congresso straordinario con la leadership rimessa in gioco dice quanto sia solida la sua posizione dopo mesi di tensioni interne, con richieste di dimissioni dai dirigenti lombardi già in agosto (Il Post, La Notizia). Il simbolo e la segreteria politica indicano un tentativo di rilancio.
Per gli elettori e per gli alleati di governo la domanda è se il passaggio cambi linea e candidature della Lega; per chi guarda la politica da fuori, è un test della tenuta della coalizione prima della prossima stagione elettorale.
Chi difende la mossa la considera un passaggio dovuto dal regolamento: dimettersi e ricandidarsi è l'unico modo per legittimare il segretario davanti ai militanti.
Chi la critica, come Il Post, parla di un «trucco» per blindare la leadership, e Durigon, secondo la Repubblica, teme due settimane senza guida.
Un fatto è certo: Salvini ha lasciato la carica e il partito ha un reggente. Il resto è interpretazione. Non sappiamo se ci saranno sfidanti né come sarà il nuovo simbolo. Da seguire: la composizione della segreteria politica, le candidature al congresso e le parole degli alleati.
ANSA · Tgcom24 · la Repubblica · Il Fatto Quotidiano · Sky TG24 · Quotidiano Nazionale · Il Post · 12 ottobre 2026
Salvini si dimette da segretario della Lega: «Passo necessario per ricandidarmi». Il tesoriere Di Rubba guida il partito fino al congressoSalvini si dimette da segretario della Lega: «Passo necessario per ricandidarmi». Il tesoriere Di Rubba guida il partito fino al congresso
Lunedì, all'inizio del Consiglio federale, il leader ha lasciato la carica per potersi ripresentare al congresso straordinario di Milano. Ha chiesto di azzerare i vicesegretari e ha annunciato una segreteria politica e un nuovo simbolo.
Lunedì 12 ottobre Matteo Salvini ha annunciato le dimissioni da segretario della Lega all'inizio del Consiglio federale, la riunione dei dirigenti riunita in via Bellerio, a Milano (ANSA, Tgcom24, la Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Sky TG24, Quotidiano Nazionale). La ragione, ha spiegato, è formale: per potersi candidare al congresso straordinario della Lega, in programma a Milano il 24 e 25 ottobre, il regolamento gli impone di lasciare prima l'incarico. «È un passo necessario per ricandidarmi», ha detto, secondo l'ANSA. La Repubblica scrive che la mossa è stata caldeggiata da Roberto Calderoli, secondo cui è un «passo indietro necessario da regolamento».
Salvini ha chiesto anche di azzerare gli incarichi dei vicesegretari (la Repubblica, Tgcom24). Fino al congresso il partito sarà guidato dal tesoriere Alberto Di Rubba, che Tgcom24 definisce reggente e l'ANSA commissario. Il segretario uscente ha poi annunciato che nascerà una segreteria politica e che il simbolo sarà aggiornato: «Il mondo cambia», ha detto, citato dal Fatto Quotidiano, e ancora, secondo l'ANSA, «orgogliosi delle nostre radici, ma viviamo il presente e prepariamo il futuro». A chi non ci sarà, ha aggiunto, «mi dispiace per lui».
Dentro il partito non tutti sono entusiasti. Secondo la Repubblica, il dirigente Durigon avrebbe chiesto: «Così stiamo quindici giorni senza leader?». Il Fatto Quotidiano parla di dimissioni di massa nel direttivo e di una resa dei conti interna al Carroccio, mentre Il Post le descrive come dimissioni formali che sono «un trucco»: un giudizio del giornale, non un fatto accertato. Il Post e La Notizia avevano raccontato già ad agosto le richieste di un passo indietro arrivate da dirigenti lombardi, preoccupati per il calo del partito nei sondaggi.
Che cosa non sappiamo? Nei testi che abbiamo letto non compaiono candidati alternativi a Salvini né i dettagli del nuovo simbolo, e nessuna fonte spiega come sarà composta la segreteria politica. Da qui al congresso restano due settimane: sono i giorni in cui si capirà se la Lega vuole davvero cambiare pagina o se, come sostengono i critici, il gesto serve solo a blindare la leadership. DailyDrop segue gli sviluppi di oggi.