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Ex Ilva, altre 48 ore di sciopero. Il Governo vara un decreto per tenere accesa l'area a caldo di Taranto

I sindacati hanno prolungato di altre 48 ore lo sciopero in tutti gli stabilimenti dell'ex Ilva per le mancate risposte del governo e in attesa della convocazione a Palazzo Chigi (ANSA, RaiNews, Il Post). A Taranto la protesta ha creato disagi ai trasporti; Il Fatto Quotidiano scrive che i blocchi davanti alla raffineria Eni rischiano di lasciare senza carburante gli aeroporti di Bari e Brindisi. Il Consiglio dei ministri ha varato un decreto per mantenere l'area a caldo in attesa della decisione della Cassazione, con l'ultima tranche da 40,5 milioni del prestito ad Acciaierie d'Italia; prevede assunzioni, tutele per i lavoratori e cassa integrazione per l'indotto (ANSA). Per Il Sole 24 ORE la cassa integrazione riguarda 4.200 lavoratori dell'indotto e gli altiforni restano in riscaldo.

L'ex Ilva è il più grande impianto siderurgico italiano. Un fermo dell'area a caldo ha costi sociali e industriali, e la crisi riguarda Taranto e Genova.

Per i lavoratori e le famiglie di Taranto e dell'indotto contano gli ammortizzatori sociali. Per chi viaggia in Puglia, i blocchi stradali possono creare ritardi.

Il Governo presenta il decreto come un modo per mantenere l'area a caldo e proteggere i lavoratori, con assunzioni e cassa integrazione (ANSA).

I sindacati parlano di mancate risposte e chiedono di essere ricevuti a Palazzo Chigi (ANSA).

Un decreto che tiene accesa l'area a caldo è una soluzione temporanea. Il testo non è ancora disponibile, quindi non possiamo valutarne la portata. Da seguire: la convocazione a Palazzo Chigi, la decisione della Cassazione e lo sciopero di 48 ore.

DailyDrop Edizione Italia N. 10 · Edizione del mattino · mer 14 ott 2026

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