Mar Nero, due navi colpite da droni al largo della Bulgaria. Varsavia: «Nato, preparatevi a un attacco ibrido letale»
Martedì mattina il premier bulgaro Rumen Radev ha annunciato che due navi mercantili sono state colpite da droni nel Mar Nero, al largo della Bulgaria: una è affondata e undici marinai risultano dispersi (ANSA, Il Fatto Quotidiano, BBC, AP, Guardian). Radev sospetta la Russia, ha informato la Nato e convocherà l'ambasciatrice russa. Il ministro degli Esteri polacco Sikorski ha detto al Financial Times che la Nato deve prepararsi a un attacco ibrido russo con vittime (ANSA, Tgcom24, la Repubblica). La Polonia attribuisce alla Russia il rogo di una stazione Starlink del 23 settembre: due cittadini turchi sono stati arrestati in Germania e per Reuters ne è stato fermato un quarto (Il Fatto Quotidiano, Reuters). In Francia un attacco informatico ha spento la refrigerazione di centinaia di supermercati; nessuno l'ha rivendicato (Reuters, Sky TG24).
Sabotaggi, droni e attacchi informatici colpiscono infrastrutture civili senza dichiarare guerra: è la forma di pressione che i governi europei temono, perché difficile da attribuire e da fermare.
Per i cittadini europei gli effetti sono indiretti: costi dei trasporti marittimi e dell'energia, servizi digitali vulnerabili, una spesa per la difesa che pesa sui bilanci.
Per Varsavia i Paesi Nato devono preparare una risposta decisa, perché la probabilità che qualcuno resti ucciso cresce.
Chi invita alla cautela ricorda che, per ora, le responsabilità non sono accertate: la Bulgaria sospetta, la Russia non ha ammesso nulla nelle fonti che abbiamo letto.
Distinguiamo ciò che è accaduto (le navi colpite, gli arresti per la stazione Starlink) da ciò che è attribuito (la regia russa). Da seguire: l'esito dell'incontro tra Sofia e l'ambasciatrice russa, la discussione al vertice Ue e le indagini francesi.
DailyDrop Edizione Italia N. 10 · Edizione del mattino · mer 14 ott 2026