Gli Houthi colpiscono la sede di Aramco a Dhahran, esplosioni a Riad
Martedì 13 ottobre il movimento yemenita degli Houthi ha attaccato con missili la sede centrale di Saudi Aramco a Dhahran (Reuters, Bloomberg). Per l'agenzia statale saudita, che cita un funzionario del ministero dell'Energia, l'incendio è stato limitato e non ci sono vittime; altre fonti citate da FinancialJuice parlano di danni estesi, con il fuoco su più piani. Gli Houthi hanno rivendicato anche l'aeroporto King Khalid e una raffineria di Riad (Tgcom24, FinancialJuice). Secondo FinancialJuice, la protezione civile saudita ha detto che detriti di missili intercettati hanno danneggiato lievemente 15 case. L'Arabia Saudita ha risposto con raid su Sanaa (Corriere della Sera, Sky TG24, la Repubblica). Mercoledì gli Houthi hanno promesso altri attacchi ad aeroporti e impianti petroliferi (Reuters). Il Wall Street Journal scrive che stanno cercando di produrre missili balistici con componenti cinesi e gittata di 1.900 chilometri (ANSA, RaiNews, Tgcom24).
Aramco è la compagnia petrolifera di Stato saudita: colpirla mentre i prezzi sono già alti per la guerra con l'Iran rischia di spingerli ancora. Mercoledì mattina il Brent era attorno a 106 dollari (ANSA).
Un petrolio più caro si trasferisce con ritardo su benzina, gasolio e bollette. Per chi deve volare verso il Golfo, conviene controllare i voli e le indicazioni della Farnesina.
Riad e i suoi alleati dicono di aver intercettato i missili e proseguono i raid sullo Yemen.
Gli Houthi promettono di continuare le operazioni contro aeroporti e impianti petroliferi nei prossimi giorni (Reuters).
Il quadro è confuso: non è chiaro quanti danni abbia subito la sede di Aramco, perché le fonti non coincidono. Da seguire: i prossimi attacchi, la risposta saudita e il prezzo del Brent.
DailyDrop Edizione Italia N. 11 · Edizione del mattino · gio 15 ott 2026