Martedì 13 ottobre Papa Leone XIV è stato operato al Policlinico Gemelli di Roma per il nodulo al polmone annunciato domenica. In serata i medici hanno parlato di un adenocarcinoma polmonare, un tumore maligno, e di un intervento riuscito: asportato il lobo inferiore destro con una videotoracoscopia, senza complicazioni (Tgcom24, la Repubblica, La Stampa, Il Fatto Quotidiano). Il Papa è rimasto circa tre ore in sala operatoria, di cui una novantina di minuti per l'intervento; l'équipe di sette medici era guidata da Stefano Margaritora (la Repubblica, Il Fatto Quotidiano, ANSA). Mercoledì la Santa Sede ha riferito di una notte tranquilla e la Sala stampa vaticana di un decorso regolare: il Papa si è alzato, ha mangiato e ha iniziato la fisioterapia respiratoria (ANSA, Tgcom24). La Repubblica scrive anche che il tumore sarebbe emerso circa venti giorni fa durante una risonanza magnetica fatta per un controllo allo stomaco; altre testate non lo confermano. L'esame dei linfonodi richiede circa due settimane, secondo il chirurgo Luca Voltolini, che non ha in cura il Papa.
Un Papa operato di tumore cambia l'agenda della Chiesa e il lavoro diplomatico del Vaticano, e la scelta di dire il nome della malattia, insolita per la Santa Sede, indica come verranno comunicate le prossime settimane (ANSA). Per i fedeli contano due cose: il decorso immediato, che è regolare, e l'esito sui linfonodi, che deciderà se servono altre terapie.
Un esperto sentito da Il Fatto Quotidiano ricorda che l'adenocarcinoma è il sottotipo più frequente del tumore del polmone non a piccole cellule. Per chi ha un nodulo al polmone, è il medico a stabilire se osservarlo o rimuoverlo. Per udienze e viaggi del Papa fanno fede solo i comunicati della Santa Sede.
Chi chiede trasparenza apprezza che la Santa Sede abbia detto il nome della malattia e diffuso i bollettini: riduce le voci e le speculazioni.
Altri sottolineano la riservatezza: i referti sono stati consegnati a mano al team del Papa e il Gemelli ha chiesto di lasciarlo riposare (la Repubblica, ANSA). I dettagli clinici, dicono, non sono un obbligo pubblico.
Il decorso è buono e conviene dirlo senza trionfalismi. Sappiamo che il tumore era maligno e che è stato tolto un lobo; non sappiamo se i linfonodi siano interessati, quindi non si può ancora dire se servano cure aggiuntive. La stima di quattro o cinque giorni di ricovero viene da un chirurgo esterno, non dalla Santa Sede. Da seguire: il prossimo bollettino, la data delle dimissioni e l'esito dell'esame istologico, atteso verso fine mese.
Tgcom24 · la Repubblica · La Stampa · Il Fatto Quotidiano · ANSA · RaiNews · 14 ottobre 2026
Leone XIV operato al polmone: era un adenocarcinoma, asportato il lobo inferiore destro. Il decorso è regolareLeone XIV operato al polmone: era un adenocarcinoma, asportato il lobo inferiore destro. Il decorso è regolare
L'intervento al Gemelli è durato circa tre ore in sala operatoria, con una tecnica mini invasiva e senza complicazioni. Mercoledì il Papa si è alzato, ha mangiato e ha iniziato la fisioterapia respiratoria. Per sapere se servono altre cure bisogna aspettare l'esame dei linfonodi.
Domenica 11 ottobre, all'Angelus, Leone XIV aveva annunciato che sarebbe stato operato (la Repubblica); il cardinale Pietro Parolin, segretario di Stato, aveva definito la notizia «un fulmine a ciel sereno» (Il Fatto Quotidiano). Martedì 13 ottobre il Papa è stato operato al Policlinico Gemelli di Roma. In serata i medici hanno detto che il nodulo al polmone, annunciato domenica, era un adenocarcinoma polmonare: un tumore maligno (Tgcom24, la Repubblica, La Stampa, Il Fatto Quotidiano). I chirurghi hanno tolto il lobo inferiore destro del polmone con una videotoracoscopia, un intervento mini invasivo che passa da piccole incisioni (La Stampa, Tgcom24). Il Papa è rimasto circa tre ore in sala operatoria, di cui una novantina di minuti per l'intervento vero e proprio. Le cronache parlano di operazione riuscita e senza complicazioni (la Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Tgcom24). L'équipe era composta da sette medici ed era guidata da Stefano Margaritora, direttore della Chirurgia toracica del Gemelli ed esperto di tecniche mini invasive (ANSA).
Mercoledì la Santa Sede ha riferito di una notte tranquilla (ANSA, RaiNews, Tgcom24, La Stampa). Nel pomeriggio la Sala stampa vaticana ha parlato di decorso post-operatorio regolare: Leone XIV si è alzato, ha mangiato e ha cominciato la fisioterapia respiratoria, e «l'umore è buono» (ANSA, Tgcom24). Secondo Il Fatto Quotidiano ha anche camminato nella stanza e concelebrato la messa in una sala dell'ospedale. Un esperto sentito dall'ANSA ricorda che le prime 24-48 ore restano le più delicate. Il fratello del Papa, Louis Prevost, ha raccontato di aver ricevuto un messaggio in cui Leone diceva di stare bene (ANSA).
Il punto aperto sono i linfonodi. Luca Voltolini, chirurgo toracico di Careggi, a Firenze, che non ha in cura il Papa, ha spiegato alla Repubblica che servono circa due settimane per l'esame istologico e che solo dopo si deciderà quali terapie adottare; il ricovero, ha aggiunto, dura di norma quattro o cinque giorni. La Stampa titola sui «timori per i linfonodi» e sull'incognita delle cure. La Santa Sede non ha comunicato né una data di dimissione né un programma terapeutico. Il cardinale Sturla, in Uruguay, non esclude un rinvio della visita del Papa (ANSA).
La Repubblica scrive che i referti sono stati consegnati a mano al team del Papa, senza passare dai computer, per proteggerli dai furti. L'ANSA nota che la Santa Sede ha scelto di dire il nome della malattia, un cambio di passo nella comunicazione vaticana. Da molte capitali sono arrivati auguri di guarigione: dal Cile al Messico, dal Perù alla Colombia (ANSA), e da Donald Trump (la Repubblica). Che cosa non sappiamo: l'esito dell'esame sui linfonodi, le eventuali cure successive e quando Leone XIV potrà riprendere gli impegni. DailyDrop segue i bollettini di oggi.