Venerdì 16 ottobre gli studenti sono scesi in piazza in tutta Italia per il «No Meloni Day»; lo slogan riportato dall'ANSA è «Più aule e meno bombe». A Torino, secondo ANSA e TGCom24, tre minorenni sono stati arrestati durante il corteo, due con spray urticante e uno con delle pietre, e più di 50 persone sono state identificate. A Roma, durante la cerimonia al Ghetto, l'ANSA riferisce di insulti e urla rivolti all'Anpi; il presidente provinciale ha detto: «Siamo stati attaccati, non ci vogliono in questa piazza». Da Bruxelles Meloni ha parlato di «violenze da condannare» e ha chiesto all'opposizione di prendere posizione. Nelle fonti consultate non compaiono un bilancio ufficiale dei feriti, una stima condivisa dei partecipanti né la risposta dei partiti di opposizione.
La giornata salda tre temi che di solito corrono separati, scuola, spesa militare e ordine pubblico, e la richiesta della premier sposta il confronto dalle ragioni dei cortei alle violenze. Sono toccati gli studenti e le reti che li organizzano, i sindacati della scuola e i partiti di opposizione chiamati a prendere posizione.
Se hai figli in età scolare, chiedi a scuola se nei prossimi giorni sono previste assemblee o cortei e come vengono gestite le uscite. Quando leggi i numeri dei partecipanti, guarda chi li fornisce: organizzatori e questure danno cifre spesso diverse.
Tre arresti e un cordone di docenti tra studenti e polizia raccontano due giornate diverse, e il rischio è che si ricordi solo una. La domanda vera è se il governo risponderà con un provvedimento sull'ordine pubblico o con un confronto sulle richieste degli studenti.
ANSA, TGCom24, Google News
«No Meloni Day»: studenti in piazza in tutta Italia, la premier chiede all'opposizione di condannare le violenze«No Meloni Day»: studenti in piazza in tutta Italia, la premier chiede all'opposizione di condannare le violenze
Cortei dalla mattina, tensioni a Torino con tre minorenni arrestati e al Ghetto di Roma contro l'Anpi; Meloni parla dal vertice europeo.
Venerdì 16 ottobre gli studenti sono scesi in piazza in tutta Italia per il «No Meloni Day». Secondo l'ANSA e Google News i cortei sono partiti in mattinata, con la massima attenzione puntata su Roma. Lo slogan riportato dall'ANSA è «Più aule e meno bombe»: la protesta mescola dunque la scuola, cioè la richiesta di più spazi e risorse, con la contrarietà alla spesa militare e alla guerra. In serata la stessa agenzia ha parlato di tensioni e di persone incappucciate nei cortei. Il giorno prima, giovedì, c'erano stati scontri a Torino, che hanno dato alla giornata un'attesa particolare.
A Torino, secondo ANSA e TGCom24, tre minorenni sono stati arrestati durante il corteo studentesco: due avevano con sé spray urticante, uno delle pietre, e più di 50 persone sono state identificate. Un'altra ricostruzione, rilanciata da più testate, racconta di un cordone di docenti sceso in piazza che si è frapposto tra studenti e polizia, un'immagine che molti commenti hanno scelto come simbolo della giornata. Non sono disponibili, nelle fonti consultate, un bilancio ufficiale dei feriti né una stima condivisa del numero dei partecipanti.
A Roma era prevista anche una cerimonia al Ghetto. L'ANSA riferisce di tensioni nella zona, con insulti e urla rivolti all'Anpi, l'associazione dei partigiani; il presidente provinciale ha detto: «Siamo stati attaccati, non ci vogliono in questa piazza». Chi abbia gridato e quanti fossero non è chiarito, e va quindi tenuto distinto dal resto del corteo finché non emergono verifiche.
In serata Giorgia Meloni, a Bruxelles per il Consiglio europeo, ha parlato di «violenze da condannare» e ha chiesto all'opposizione di prendere posizione: «Non ho visto questo nei commenti dei leader, serve chiarezza». La risposta dei partiti di opposizione non compare ancora nelle fonti. Resta da vedere se il governo trasformerà la questione in un provvedimento sull'ordine pubblico nelle manifestazioni, e come reagiranno i sindacati della scuola e le reti studentesche nei prossimi giorni.
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AnpiAssociazioniAssociazione nazionale partigiani d'Italia, nata dopo la Resistenza e oggi presente nel dibattito civile.